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MLH1 - Test di predisposizione genetica allo sviluppo del carcinoma colorettale ereditario - Carcinoma del colon ereditario non poliposico (HNPCC - Hereditary Non-Polyposys Colon Cancer)

Oncologia Molecolare (test predittivi)
MLH1 - Test di predisposizione genetica allo sviluppo del carcinoma colorettale ereditario - Carcinoma del colon ereditario non poliposico (HNPCC - Hereditary Non-Polyposys Colon Cancer)
Tumori del colon retto: analisi di mutazione del gene MLH1 mediante sequenziamento automatico diretto
 

L'analisi di mutazione dei geni MSH2 ed MLH1 viene condotta al fine di valutare la predisposizione genetica del paziente allo sviluppo del tumore al colon (Hereditary Non-Polyposis Colon Cancer - HNPCC). 
L’HNPCC, conosciuta anche come Sindrome di Lynch, è una malattia tumorale autosomica dominante caratterizzata da due manifestazioni fenotipiche:
La sindrome di Lynch I, che è caratterizzata dall'insorgenza di una neoplasia al colon ad un'età media di circa 45 anni.
La sindrome di Lynch II, che oltre al tumore al colon comprende lo sviluppo di neoplasie extracoloniche, a livello dell'endometrio, dell'ovaio, dello stomaco, del tratto urinario, dei dotti biliari.
L'HNPCC è causata da un evento mutazionale ricorrente a livello di uno dei 4 geni attualmente conosciuti essere coinvolti nel controllo e nella riparazione degli errori di replicazione del DNA in tutte le cellule del corpo. Circa il 90% delle mutazioni avvengono a livello dei geni MSH2 e MLH1 (60% in MSH2 e 30% in MLH1) mentre solo raramente coinvolgono i geni PMS1 e PMS2. Quando avviene un evento mutazionale a livello di uno di questi geni, la capacità di effettuare la riparazione degli errori intercorsi durante la duplicazione del DNA diminuisce, e di conseguenza le mutazioni iniziano ad accumularsi nella cellula, conducendo allo sviluppo neoplastico.
I tumori HNPCC sono causati da mutazioni ricorrenti a livello della linea germinale che possono essere trasmessi da entrambi i genitori, sia ai figli maschi che femmine, in maniera autosomica dominante, cioè i figli hanno il 50% di probabilità di ereditare la suscettibilità genetica allo sviluppo dei citati tumori. 
Le persone che ereditano una mutazione germinale nascono quindi con una copia del gene mutata. Tuttavia è da sottolineare che questi soggetti non ereditano il tumore, ma solamente la predisposizione a sviluppare il tumore. Non tutte le persone che sono portatrici di mutazione sviluppano la patologia neoplastica; sebbene queste mutazioni aumentano notevolmente il rischio di insorgenza del tumore, questo non si sviluppa finché la copia normale del gene corrispondente non viene soggetta a mutazione nel corso della vita. Infatti, poiché ciascuna persona eredita due copie dello stesso gene, deve incorrere un evento mutazionale in ciascuna copia per sopprimere la funzione di quel gene; l’acquisizione di una nuova mutazione può quindi provocare direttamente l’insorgenza del tumore.

STATISTICHE DI RISCHIO
Nella popolazione generale, il rischio di sviluppare un tumore al colon nel corso della vita è attualmente stimato intorno al 6%. Per quei pazienti (sia uomini che donne) che sono portatori di mutazioni HNPCC, il rischio di sviluppare il tumore al colon è stimato intorno al 75-90%
Le neoplasie extracoloniche rappresentano un'importante complicazione, la più comune delle quali è rappresentata dal tumore all'endometrio, il cui rischio complessivo è stato valutato intorno al 30%, contro il 3% della popolazione generale. Il rischio di sviluppare un tumore ovarico è 3.5 volte più alto e può ricorrere 20 anni prima rispetto alla popolazione di riferimento.

INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI
Il test genetico determina se una persona presenta o meno delle mutazioni a livello dei geni MSH2 ed MLH1.
Un risultato positivo significa che sono state identificate una o più specifiche mutazioni, e quindi può essere stimato in termini probabilistici il rischio di sviluppare il tumore associato a quel tipo di mutazione. 
Non tutte le donne con mutazioni a livello di MSH2 ed MLH1 sviluppano la patologia neoplastica, ma il rischio è abbastanza alto.
Un risultato negativo significa che non è stata riscontrata alcuna mutazione. Tuttavia è importante sottolineare che un risultato negativo non significa che i  pazienti hanno rischio zero di sviluppare un tumore colon-rettale; questi pazienti  possiedono lo stesso rischio di tumore riportato per la popolazione generale, ciò perché la maggior parte di questo genere di tumori si estrinseca in forma sporadica.

APPLICAZIONI CLINICHE
Le linee guida per la gestione dei pazienti affetti da HNPCC si basano sull'attuale letteratura medica e sull'esperienza clinica:

  • I soggetti HNPCC con CRC (tumore colon-rettale) dovrebbero essere sottoposti a colectomia con anastomosi ileorettale;
  • I soggetti portatori di una mutazione a livello dei geni MLH1 e MSH2 dovrebbero essere sottoposti a colonoscopia ogni 1-2 anni, a partire dall'età di circa 20-25 anni;
  • I soggetti con adenoma che presentano una mutazione germinale dovrebbero essere sottoposti a colonoscopia ogni 1-3 anni, a partire dall'età di 20-25 anni; il polipi - ovrebbero essere rimossi in sede endoscopica. I familiari di questi soggetti dovrebbero essere sottoposti a test per analisi di mutazione per MLH1 e MSH2;
  • Donne portatrici di mutazione dovrebbero effettuare un esame pelvico annuale, a partire dall'età di 25-35 anni.

CARATTERISTICHE DEI GENI MSH2 E MLH1
Il gene MSH2 è localizzato sul cromosoma 2, comprende 16 esoni ed ha una dimensione di circa 73 kb. 
Il gene MLH1, invece, è localizzato sul cromosoma 3, è costituito da 19 esoni, ed ha una dimensione di circa 58 kb.

ANALISI DI MUTAZIONE
L’analisi di mutazione del DNA viene condotta operando inizialmente una reazione enzimatica di amplificazione del DNA, conosciuta come Polymerase Chain Reaction (PCR), che consente di amplificare in vitro una specifica regione della molecola, copiandola in varie fasi successive, fino ad ottenerne milioni di copie.
In tale maniera viene amplificata la regione codificante completa e parte della regione intronica per ciascun esone dei geni investigati; successivamente i prodotti di PCR così ottenuti vengono sequenziati mediante l'impiego di un sequenziatore automatico a tecnologia fluorescente .
La sequenza di ciascun esone viene confermata mediante il sequenziamento del filamento opposto, e successivamente viene condotta l'analisi comparativa delle due sequenze con una sequenza di riferimento priva di mutazioni (sequenza wilde type) per accertare l'eventuale presenza di mutazione.

Riepilogo informazioni sulla patologia:

Metodica Impiegata:  

 Sequenziamento Automatico

Referto:  

 Relazione Tecnica

Consenso informato:  

 necessario

Ereditarietà:  

 autosomica dominante

Consulenza genetica:  

 necessaria


Campioni biologici su cui è possibile eseguire il test:

Prelievo ematico in EDTA  

 2 ml

DNA  

 2 ug

 
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