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Alzheimer ad esordio precoce - gene PSEN1

Genetica Molecolare
Alzheimer ad esordio precoce - gene PSEN1
Analisi di mutazione dei geni PSEN1(Alzheimer ad esordio precoce) e determinazione del genotipo APOE (Alzheimer sporadico) mediante sequenziamento automatico.
 
La malattia di Alzheimer é una malattia degenerativa delle cellule cerebrali che provoca demenza, cioè un declino progressivo delle funzioni intellettive e della memoria, con alterazioni della personalità e del comportamento. Le persone malate perdono progressivamente la loro autonomia, fino a diventare totalmente dipendenti dagli altri per le necessità più elementari, come lavarsi, vestirsi, mangiare.
La malattia si manifesta prevalentemente dopo i 60 anni, anche se esistono casi molto più rari di esordio fra i 30 e 50 anni. Costituisce un vero problema sociale: recenti statistiche indicano che in Italia i malati sono più di 500mila.
Si può fare una prima importante distinzione fra le forme di Alzheimer sporadiche e quelle familiari.
Le forme sporadiche sono la maggioranza (circa il 75%): sporadico significa che la malattia colpisce un solo membro di una famiglia. Tutti casi di Alzheimer che non presentano familiarità vengono considerati come sporadici. Nelle forme familiari (il restante 25% dei casi) più persone sono invece colpite nella stessa famiglia. Le forme familiari si possono a loro volta suddividere in:
q Forma tardiva familiare (AD2): si diagnostica questa forma nelle famiglie con più casi di malattia che si manifestano dopo i 65 anni.
q Forme precoci familiari (AD1, AD3, AD4): si diagnosticano queste forme nelle famiglie con più casi della malattia che si manifestano prima dei 65 anni. I sottotipi (AD, AD2, AD3) si possono distinguere solo con un test genetico.
Informazioni importanti sono arrivati dallo studio delle forme familiari di Alzheimer, per le quali sono state identificati alcuni geni che se mutati possono causare la malattia:
q Il gene della proteina amiloide (APP), localizzato nel cromosoma 21 risulta alterato nella forma AD1. Le mutazioni dell’APP sono rare (solo circa 20 famiglie finora identificate nel mondo) e causano una malattia ad esordio precoce (35-50 anni)
q Il gene della presenilina 1 (PSEN1) localizzato nel cromosoma 14, risulta alterato nella forma AD3. In particolare oltre 50 diverse mutazioni di questo gene sono state finora identificate in pazienti con forme familiari ad esordio precoce. Queste mutazioni rapppresentano la causa più comune di origine genetica della malattia di Alzheimer familiare ad esordio precoce (28-60 anni). Le preseniline sono proteine che hanno la funzione di tagliare la proteina amiloide, per questo un ipotesi è che il loro alterato funzionamento potrebbe portare all’accumulo di proteina amiloide.
q Il gene della presenilina 2 (PSEN2) localizzato nel cromosoma 1, risulta alterato nella forma AD4. Fino ad oggi solo 3 mutazioni sono state identificate in pazienti appartenenti a famiglie americane originarie dell’Europa del est ed in una famiglia italiana del nord-est. In queste famiglie l’età di esordio può essere precoce (30 anni) ma anche molto tardiva (oltre 80).
Di recente, sia per le forme familiari che per quelle sporadiche, accanto all’esame clinico, che resta fondamentale, è stato introdotto anche un esame genetico per un particolare allele – l’allele 4 - del gene della ApolipoproteinaE (APOE). L’APOE è una proteina plasmatica, coinvolta nel trasporto del colesterolo, che si lega alla proteina amiloide,e della quale esistono tre forme: APOE2, APOE3, APOE4, codificate da tre diversi alleli (E2, E3, E4).
Diversi studi hanno mostrato che l’allele 4 (E4) è più frequente nelle persone affette daAlzheimer rispetto a quelle sane; la presenza del genotipo E4 determinerebbe un aumento di circa tre volte il rischio di sviluppare la malattia nelle forme ad esordio tardivo, familiari e sporadiche. Il genotipo APOE2 avrebbe invece un effetto protettivo nei confronti della malattia. La genotipizzazione dell'APOE, tuttavia, fornisce un dato solamente indicativo e che non basta da solo a elaborare la diagnosi: infatti, quasi la metà delle persone affette non possiede questo allele, che d’altra parte può essere presente anche in una piccola percentuale di persone sane.

Frequenza: 500.000 persone colpite in Italia; 6-10 per cento oltre i 65 anni, 20 per cento oltre gli 80 anni
Geni investigati: PSEN1 - PSEN2
Metodica Impiegata: Sequenziamento Automatico
Referto: Relazione Tecnica
Consenso Informato: Necessario
Diagnosi Prenatale: Possibile
Ereditarietà: autosomica recessiva

Campioni su cui è possibile effettuare l'esame:

Prelievo ematico in EDTA (2 ml)
Liquido Amniotico (10 ml)
DNA (2 ug)
 
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