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Huntington - Corea di Huntington (HD)

Genetica Molecolare
Huntington - Corea di Huntington (HD)
Valutazione dell'espansione patologica della tripletta nucleotidica associata alla malattia di Huntington. Mediante PCR fluorescente.
 

La malattia di Huntington (MH) è una malattia ereditaria caratterizzata dalla presenza di movimenti involontari, modificazioni della personalità e danni psichici progressivi. La malattia generalmente compare tra i 30 e i 45 anni di età, ma in casi più rari può esistere in una forma giovanile, con esordio prima dei 20 anni. E' molto raro che una persona manifesti la MH dopo i 55 anni.
I primi sintomi della MH sono spesso subdoli e difficili da riconoscere. A volte le persone affette da MH cominciano a manifestare irritabilità, stanchezza, difficoltà di concentrazione, instabilità emotiva molto prima dell'apparizione dei sintomi motori più tipici. In seguito la malattia progredisce molto lentamente e porta a morte 15-20 anni dopo la comparsa dei primi sintomi. La gravità della malattia varia da paziente a paziente, anche nell'ambito della stessa famiglia; ed è tanto più grave quanto più l'esordio è precoce.
Il gene responsabile della MH è stato identificato nel 1993 e si trova sul cromosoma 4, ed è stato chiamato con una sigla: IT-15. Questo gene contiene le informazioni per la produzione di una proteina che è stata chiamata huntingtina. La funzione dell'huntingtina è ancora ignota, anche se è dimostrato che si tratta di una proteina indispensabile per la vita. Le persone affette da MH possiedono delle alterazioni nel gene della huntingtina, e per questo le loro cellule producono una forma anomala di questa proteina, che in qualche modo provoca la degenerazione dei neuroni.
Nel gene della huntingtina, oltre a numerose altre sequenze, è presente una " tripletta" di 3 basi nucleotidiche (per la precisione CAG), che può susseguirsi un certo numero di volte. Negli individui normali il gene della huntingtina contiene corte ripetizioni della tripletta: da poche copie fino a circa 30. Nelle persone affette da MH, la tripletta è ripetuta per un numero molto più alto di volte, da 35-40 fino a più di un centinaio. Queste ripetizioni (dette anche espansioni) eccessive della tripletta provocano delle modificazioni ancora non chiare nella huntingtina, e presumibilmente alterano la sua funzione.
La presenza di una sola copia alterata del gene (su due che ognuno di noi possiede) è sufficiente a far sì che un individuo sviluppi la malattia.
In alcune persone il gene della huntingtina ha un numero di triplette intermedio (30-35 ripetizioni). Questa condizione genetica si chiama premutazione. Le persone con la premutazione non sviluppano la malattia, ma rischiano di trasmetterla ai figli. Questo perché durante la formazione dei gameti (spermatozoi e ovuli) si può verificare l'espansione ulteriore delle triplette (con un meccanismo ancora sconosciuto). I figli rischiano perciò di ritrovarsi con un numero maggiore di ripetizioni, sviluppando così la malattia.
Si è anche osservato che l'espansione delle triplette è molto più probabile durante la formazione degli spermatozoi, rispetto a quella degli ovuli. Perciò, l'espansione delle triplette avviene preferibilmente da parte paterna. Se è la madre ad avere la premutazione, è molto più difficile che i figli sviluppino la malattia.
La MH si trasmette con una modalità chiamata autosomica dominante. Questo significa che i figli di una persona affetta hanno il 50% di probabilità di sviluppare a loro volta la malattia, indipendentemente dal sesso. In generale, però i figli di un padre affetto dal MH hanno espansioni maggiori e manifestano i sintomi più precocemente e in modo più grave rispetto al genitore, mentre i figli di una madre ammalata non presentano significative modificazioni nella gravità dei sintomi rispetto alla madre. Questo perché, come si è detto, l'espansione delle triplette avviene preferibilmente per via paterna.
L'introduzione del test genetico, con cui si può quantificare la lunghezza delle ripetizioni di triplette, permette di fare inoltre previsioni sulla possibilità di sviluppare la MH. A richiedere l'esame sono i figli o i fratelli sani o ancora asintomatici di persone affette che vogliono sapere se hanno ereditato o meno l'anomalia genetica. Il test si effettua a partire da un semplice prelievo di sangue.
Se è possibile confrontare l'esame genetico di una persona con quello del parente malato, il test indica con certezza se la persona abbia o no ereditato l'alterazione genetica. Se non è possibile ottenere un analisi del parente malato, allora il test prende in considerazioni la lunghezza delle triplette, e dà un risultato affidabile in circa il 95-99 per cento dei casi
In ogni caso, se un individuo è asintomatico non è possibile prevedere se e quando manifesterà la malattia, essendo l'età di esordio molto variabile (anche in vecchiaia). Lo stesso discorso vale per la diagnosi prenatale: è possibile determinare se il feto presenta un'espansione patologica della tripletta, ma non si possono fare previsioni sull'evoluzione della malattia.
Solo per espansioni maggiori di 50 è possibile stabilire correlazioni: più elevato è il numero di ripetizioni più precoce e grave è la malattia. Per espansioni minori di 50 non è invece attendibile alcuna previsione.
Ci sono, comunque, alcune considerazioni da fare riguardo al test genetico per la MH. In una malattia così devastante, perla quale non esistono terapie specifiche né preventive, e in cui l'età d'esordio è così variabile, effettuare o no il test genetico è una scelta estremamente difficile per i figli o i fratelli di persone malate, e che può condizionare l'esistenza futura.
Chi scopre di avere ereditato l'anomalia genetica, sa che potrà trasmetterla ai figli, ma non ha nessun'altra indicazione riguardo all'età in cui svilupperà i sintomi né riguardo alla loro gravità, e non ha attualmente alcun mezzo per prevenire la malattia. Perciò, allo stato attuale delle cose, nessuno può giudicare sull'opportunità o meno di effettuare il test genetico: è una scelta che ognuno deve prendere dopo essere stato informato in modo adeguato.
Alcune persone decidono comunque di effettuare il test, mentre altri non lo fanno, sapendo di avere comunque 1 probabilità su 2 di non essere portatori dell'alterazione genetica. In ogni caso, prima e dopo questa difficile scelta, è importante che gli interessati ricevano un'adeguata consulenza genetica e il sostegno psicologico adeguato. Per questo, prima del test si è stabilito un iter obbligatorio che ha lo scopo di informare la persona interessata, e di accertarsi che abbia compreso appieno tutte le implicazioni della propria decisione.
Non è ammesso effettuare il test su minori.

Riepilogo informazioni sulla patologia:

Frequenza:  

5-10/100.000 nati vivi

Gene Investigato:  

IT-15

Metodica Impiegata:  

PCR Fluorescente (espansione triplette)

Referto:  

 Relazione Tecnica

Consenso informato:  

 necessario

Diagnosi Prenatale:  

 Possibile

Ereditarietà:  

Autosomica  dominante

Consulenza genetica:  

 Necessaria



Campioni biologici su cui è possibile eseguire il test:

Prelievo ematico in EDTA  

 2 ml

Liquido Amniotico  

 10 ml

  Villi Coriali

10 mg

DNA  

 2 ug


 
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