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HBV - Epatite B virus - Analisi quantitativa

Infettivologia Molecolare
HBV - Epatite B virus - Analisi quantitativa
 

La diagnosi di infezione da HBV avviene di solito mediante la ricerca nel siero dell’antigene di superficie Hbs Ag. Nelle epatiti acute o croniche da HBV l’ Hbs Ag rimane nel siero molto più a lungo rispetto al virus intatto. La ricerca diretta del genoma virale dell’ HBV è quindi fondamentale, sia per monitorare i vari stadi durante la terapia antivirale, sia per diagnosticare l’infezione quando non è ancora evidenziabile la risposta anticorpale (periodo finestra). I portatori sani che sono positivi alla ricerca dell’ HbsAg ma non sviluppano la malattia epatica, sono negativi alla ricerca del genoma dell’ HBV.

 

EPATITE B (HBV) in gravidanza

I fattori che aumentano il rischio di trasmissione verticale sono la comparsa di epatite acuta nel corso del terzo trimestre di gravidanza, il parto durante il periodo di incubazione materna del virus e la presenza dell'antigene HBe nelle madri portatrici croniche. Madre portatrice asintomatica di HBsAg Il rischio di trasmissione perinatale aumenta dal 10-20% al 70-90% in caso di positività materna per l'antigene e, in quest'ultimo caso, il bambino svilupperà un'epatite cronica o lo stato di portatore cronico entro il primo anno di vita in una elevata percentuale di casi (70-90%). La trasmissione del virus è più frequente al momento del parto o nell'immediato postpartum.

Epatite acuta in gravidanza

Il rischio di trasmissione è molto basso in caso di infezione materna al I o II trimestre di gravidanza, ma aumenta al 50-70% se l'epatite insorge nel III trimestre di gravidanza o subito dopo il parto;il rischio di trasmissione attraverso l'allattamento al seno è molto controverso: l'HBsAg è presente nel latte in circa il 70% dei casi, ma la trasmissione per via orale richiede una carica virale molto virale più elevata, per cui l'allattamento al seno è consentito se la madre è HBeAg negativa. L'infezione neonatale può essere anche legata a trasmissione orizzontale in caso di familiari portatori di HBsAg.

Clinica

I neonati che contraggono l'infezione più spesso divengono portatori cronici asintomatici; in alcuni casi tuttavia anche in assenza di sintomatologia clinica si possono avere forme silenti di epatite cronica con elevazione dei valori degli enzimi epatici e segni di epatite cronica alla biopsia epatica. Rari sono i casi di epatite fulminante neonatale; poco più frequenti sono le forme di epatite acuta.

Prevenzione

Il trattamento dei neonati di madre HBsAg positiva consiste nella immunizzazione passiva con immunoglobuline ed in quella attiva con vaccino specifico.Il trattamento prevede la somministrazione di immunoglobuline specifiche (HBIG) alla dose di 0,5 ml e della prima dose di vaccino entro 12 ore dalla nascita. L'immunizzazione attiva e passiva hanno buona efficacia nel prevenire la trasmissione perinatale della malattia (90-95%), mentre la sola immunizzazione attiva previene l'infezione nel 70-90% dei casi. La prevenzione dell'infezione da HVB in Italia rientra nei programmi di vaccinazione obbligatoria.

Riepilogo informazioni sull' esame:

Gene Investigato:  

 Amplificazione: Regione Core del genoma del patogeno

Metodica Impiegata:  

 Amplificazione genica (PCR); rilevamento in gel di agarosio

Referto:  

 Report

Consenso informato:  

 Non necessario

Diagnosi Prenatale:  

 

  Tempi di risposta   Analisi Qualitativa: 3-4 gg (Prenatale); 4-7 gg (altri casi)
   Analisi Quantitativa: 8-10 giorni  



Campioni biologici su cui è possibile eseguire il test:

Siero  

 2 ml

Liquido Amniotico  

 10 ml

  Villi Coriali

10 mg

 

Conservazione: i campioni possono essere conservati a 4°C per 24 ore o a -80°C per tempi più lunghi.

 
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