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HCV - Epatite C virus - Determinazione del genotipo

Infettivologia Molecolare
HCV - Epatite C virus - Determinazione del genotipo
 

Il virus HCV (virus ad RNA) causa la maggior parte delle epatiti non A e non B. Tramite la trascrizione inversa e la successiva amplificazione, si può rilevare la presenza del virus nel siero o nelle biopsie epatiche. Ciò permette pertanto sia di rilevare la presenza del virus quando ancora non è evidenziabile la risposta anticorpale (periodo finestra), sia di verificare l’ effetto terapeutico della terapia interferonica od antivirale in genere (analisi quantitativa). Inoltre, in caso di soggetti con ALT normali ed infezione cronica la ricerca del genoma virale è necessaria per sapere se il virus è inattivo (esame negativo) o se il virus pur replicandosi (esito positivo) non è stato in grado fino a quel momento di danneggiare il fegato in modo significativo.

Tipizzazione dell’ HCV
Il virus dell’HCV è altamente variabile. Fino ad oggi sono stati individuati nove tipi che si suddividono poi in molteplici sottotipi. In Italia sono diffusi soprattutto i sottotipi 1a, 1b, 2a, 2c, 3. Poiché esiste una stretta correlazione tra il genotipo del virus HCV e la risposta alla terapia interferonica, la conoscenza del sottotipo infettante risulta essere un dato fondamentale per una corretta impostazione della terapia. L'attribuzione del tipo virale viene condotta dal Ns. Laboratorio impiegando una metodica di alta qualità tecnologica, l'analisi di sequenza condotta mediante un sequenziatore automatico a tecnologia fluorescente, e la successiva comparazione della sequenza ottenuta con i tipi e sottotipi virali identificati e descritti in letteratura.

 EPATITE C in gravidanza

L'epatite C è un'infezione causata da un virus a RNA.

Epidemiologia

L'epatite C è un'infezione a distribuzione ubiquitaria con una prevalenza nella popolazione generale che va dallo 0,3% all'1,4%. La frequenza di infezione in una popolazione normale di donne gravide non selezionate è calcolata intorno allo 0,55-2,9%. Tali percentuali aumentano nei gruppi ad alto rischio di contrarre l'infezione.

Trasmissione

È stata descritta la trasmissione perinatale del virus HCV la cui frequenza è estremamente variabile nei diversi studi: dallo 0,6% all'87% in lavori su piccoli gruppi di neonati ad alto rischio. È stato supposto che l'infezione possa essere trasmessa dalla madre al bambino attraverso diverse vie: in utero, al momento del parto attraverso l'allattamento. Sembra comunque che l'infezione si verifichi durante il parto.

Clinica

L'infezione da HCV è caratterizzata da un quadro clinico di lieve entità con un esordio insidioso con ittero e malessere; spesso la sintomatologia può essere anche completamente assente. Il 50% dei pazienti infettati sviluppa un'epatite cronica che può evolvere verso la cirrosi. Nei nati da madri che presentano anticorpi anti-HVC sono state osservate diverse modalità di presentazione dell'infezione: bambini con viremia transitoria, normali livelli sierici di transaminasi, assenza di Ab anti HCV; un quadro acuto con elevazione dei livelli sierici di transaminasi, presenza di Ab anti HCV e presenza di HCV-RNA nel sangue fino a 18 mesi; un quadro di epatite cronica asintomatica con valori sierici di transaminasi fluttuanti.

Diagnosi

Dal 1990, sono disponibili test sierologici, per la ricerca di Ab anti-HCV in soggetti con sospetta infezione perinatale. La diagnosi viene confermata mediante la ricerca di HCV-RNA con la PCR, tale metodica sembra essere attualmente la più sensibile. Prevenzione e trattamento La prevenzione dell'infezione perinatale dell'epatite C si basa sulla ricerca per gli Ab anti-HCV nel siero di donne gravide. Inoltre, non esiste al momento attuale alcun vaccino per la prevenzione della malattia. Per il trattamento dell'infezione cronica da HCV è stato approvato l'uso dell'interferone-alfa.

Modalità di parto e allattamento

Non è noto se la modalità di parto influisca sulla trasmissione perinatale del virus HCV. Tuttavia in uno studio è stata riportata una frequenza significativamente maggiore di infezione nei nati da parto per via vaginale (32%) rispetto ai nati da parto con taglio cesareo (6%). Molte delle madri HCV positive erano coinfettate con l'HIV. I dati sulla trasmissione del virus HCV durante l'allattamento sono contrastanti. È stata suggerita una correlazione tra elevata attività di malattia (titolo anticorpale elevato, valori di transaminasi e di HCV RNA elevati) e riscontro di HCV RNA nel latte materno con conseguente aumentata possibilità di trasmissione della malattia attraverso questa via. D'altra parte, in diversi studi non è stata dimostrata la trasmissione del virus attraverso l'allattamento, quindi non vi sono controindicazioni precise, ufficialmente riconosciute, per l'allattamento materno in donne HCV infette.

Riepilogo informazioni sull' esame:

Gene Investigato:  

Amplificazione: Regione 5'UTR del genoma del patogeno

Metodica Impiegata:  

 Trascrizione inversa e Amplificazione genica (PCR) nested     rilevamento in gel di agarosio

Referto:  

 Report

Consenso informato:  

 Non necessario

Diagnosi Prenatale:  

 Possibile

  Tempi di risposta    Analisi Qualitativa: 3-4 gg (Prenatale); 4-7 gg (altri casi)
   Analisi Quantitativa: 8-10 giorni
   Genotipizzazione:  8-10



Campioni biologici su cui è possibile eseguire il test:

Siero  

 2 ml

Liquido Amniotico  

 10 ml

  Villi Coriali

10 mg

 

Conservazione: i campioni possono essere conservati a 4°C per 24 ore o a -80°C per tempi più lunghi.

 
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